Viaggiando di nuovo

Da poco ho ricominciato a lavorare e come sempre nella mia vita, ricomincio anche a viaggiare.  Ora vivo a Lima, la città capitale del Peru.  Durante i prossimi mesi posterò spesso foto di questa metropoli, ma ora vi voglio parlare del viaggio che ho fatto ad Anco, nella sierra di Huancavelica, la regione più povera del Peru. Continua a leggere

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Mercato del pesce in Peru’

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Ho aperto un canale YouTube in cui vorrei condividere le esperienze che vivo qui in Peru’ in maniera più dinamica.

Per ora non sto lavorando ma lo stesso le mie giornate sono piene fra Alejandrito che ha iniziato la scuola (qui l’anno scolastico inizia a Marzo e finisce a Dicembre con 2 settimane di vacanze fra fine Luglio ed inizio Agosto), la casa da pulire, l’organizzazione di nuove attività lavorative, i lavori a mano.

Il video che potete vedere qui si riferisce alle visite che facciamo quasi tutti i sabati all’alba al mercato centrale del pesce.   Spero che questa iniziativa vi piaccia e vi permetta di vedere questo bellissimo paese con i miei stessi occhi.

Un bacio

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Ricominciare, di nuovo

Stiamo ricominciando tutto di nuovo.  Quante volte e’ già successo ? abbastanza per avere già la fiducia nelle mie capacita’ di adattamento e trasformazione.  Uso volutamente due parole che sembrano così in disaccordo perché l’adattamento mi ha sempre richiesto la trasformazione nel mio modo di decifrare la realtà per imparare a percepire le cose in un’altra maniera.

Vi faccio un esempio: la mia cucina della casa nella selva amazzonica dove ho lavorato anni fa.  Mi vedrete nelle foto più giovane, ma anche più formosa di come sono ora (perché io sono forse una delle poche donne cui la maternità ha fatto perdere peso, e mi riferisco all’allattamento !!)
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I mobili erano quelli della casa, quindi erano un po anonimi e tutti umidi.  Avevo solo due fuochi e quella specie di sfera gialla sulla destra era il mio forno !!  vivevo in una casa con altre due amiche ed ognuna aveva una stanza.  Cucinavamo insieme.  Era come essere fuori sede all’università.  Mi ricordo quante volte ho mangiato latte e cereali la sera perché non avevo voglia di cucinare.  Mi ero adattata ad una vita da sola e con un lavoro impegnativo, per cui tutta l’attenzione era tutta sul lavoro e pure il cuore non mi interessava molto perché non volevo nulla che mi vincolasse ad andarmene quando il lavoro fosse terminato.  Mi ricordo che dopo l’esperienza di aver cambiato con frequenza compagne di casa, avevo deciso di vivere solo con ragazze che si fermassero lungo tempo, perché e’ difficile ogni volta doversi abituare a persone nuove con cui magari non si ha nessuna affinità.  A questo avevo scelto di non adattarmi.  Perché non so se Darwin l’abbia scoperto, ma io so che se non voglio abituarmi a qualcosa, ho la capacita di fermare la mia evoluzione.  A volte e’ un grande sbaglio, a volte e’ un bene.  Noi esseri umani abbiamo questo privilegio che e’ insieme una grande responsabilità.

Poi le mie amiche sono andate a vivere con i rispettivi ragazzi (ora si dice: i propri uomini ? non mi piace ), ed io sono rimasta sola.  Ho deciso di pagare l’affitto intero e di rimanere sola.  Dopo qualche mese ho dovuto prendere una delle decisioni più importanti della mia vita: se rimanere in Peru perché era sorta un’altra opportunità o rinunciare e ritornare in Italia.  Una delle rare volte che ho sentito di non avere dentro di me la decisione già matura e solo da raccogliere.

Ho deciso di rimanere in Peru e dopo qualche tempo, e’ iniziata la mia storia con Victor.  Lui non ha avuto quindi nessuna influenza sulla decisione, ma vedendola con gli occhi del poi, se me ne fossi andata, Alejandro non sarebbe mai nato.  Anche se lui e’ nato molti anni dopo da quel momento, mi fa impressione capire come tutte le nostre decisioni aprono strade e ne interrompono altre.

La forza dell’amore mi ha portato a voler trasformare l’ambiente a cui mi ero adattata e che avevo fino a quel momento subito per com’era.  Così anche la mia cucina si e’ trasformata: le pareti hanno assunto il colore del fogliame degli alberi all’esterno, i vecchi mobili sono stati sostituiti con altri fatti in bambù da un artigiano locale, i generi di consumo si sono arricchiti perché ora volevo cucinare cose buone e nuove per Victor quando lo invitavo a mangiare da me.

HPIM0118Ho abitato in molte altre case dopo questa, ed in tutte ho sempre continuato a trasformare l’ambiente.

Se cambio io, cambia il mondo intero.  E’ la rivoluzione umana.  E’ quanto Daisaku Ikeda ha ricordato anche tutto il mondo durante il Summit Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile a Johannesbourg nel 2002.  E’ un punto di vista buddista, e’ perfettamente logico e semplice.

Quindi cambio io, mi invento come adattarmi alla nuova realtà e guardo avanti, puntando nella direzione che cerco, ma sempre con in mano una bussola che mi indichi dove sto andando, perché non voglio perdermi e voglio poter dire a tutti dove mi trovo e come si fa ad arrivarci.

un bacio

Un tipo diverso di lusso

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Siamo arrivati in Italia pochi giorni fa e trascorso questo breve stop&go, torneremo a casa, in Peru.  Il nostro lavoro in Mozambico e’ finito e si apre una nuova fase delle nostre vite: ci dovremo trovare od inventare dei nuovi lavori e cominceremo a realizzare alcuni progetti che abbiamo coltivato in questi ultimi anni.

Quello che mi piacerebbe ora e’ poter andare a vivere in campagna, ma so che non e’ una soluzione semplice perché trovare il terreno giusto per noi, potrebbe richiedere anni.   Per ora più che pensare a quello che mi piacerebbe fare, la mia attenzione e’ focalizzata sul costruire giorno dopo giorno un rapporto bellissimo sia come coppia che come famiglia ed in senso più esteso, con tutte le mie amicizie in giro per il mondo.  Giusto ne parlavamo l’altro giorno con un signore molto elegante che lavora in uno dei negozi storici di Milano, in Centro.  Lui ci diceva appunto che capiva le motivazioni che ci avevano fatto scegliere di vivere in Latino America, ma che dovunque fossimo andati, l’importante e’ proprio andare d’accordo noi due.  Mi arricchisce poter ascoltare da sconosciuti, buoni consigli di vita basati sulle loro esperienze personali.

In questo periodo mi sta accompagnando un e-book che parla di come vivere vite estremamente semplici ed essenziali nella forma, ma articolate e complesse nella sostanza.  Il libro si intitola A Different Kind of Luxury e l’autore e’ A. Couturier, scrittore americano che ha vissuto diversi anni in Giappone stabilendo rapporti di amicizia e fiducia con alcuni giapponesi che invece di vivere nelle città super tecnologiche, sono tornati a vivere sulle montagne con le proprie famiglia, provvedendo al fabbisogno familiare con le proprie mani e dedicandosi ad accumulare più tempo che cose.

[….] Most people have direct their attention toward having things more than time, and that’s why they are always running. […]

Le persone presentate nel libro hanno scelto di coltivare il proprio spirito ma non sono eremiti: alcuni sono attivisti anti nucleari in un Giappone sempre più affascinato da questo tipo di energia per fini industriali, tutti sono artisti ed agricoltori, quasi tutti condividono questa differente scelta di vita con un compagno o compagna e dei figli.

[…] I don’t mind using money.  I just hate having to go through what it takes to produce it! […]

Vi potrei continuare a scrivere numerose citazioni, ma penso che valga la pena che leggiate il libro se siete interessati a questo tipo di esperienze di vita.  Anche Victor ed io stiamo pensando a come diventare autosufficienti ma direi proprio per motivi pratici più che idealistici, in previsione di una vecchiaia in cui non avremo una pensione.  Lo stesso: ci piace lavorare e dedicare gran parte della giornata al lavoro, ma puntiamo a farlo nel contesto di iniziative di cui siamo padroni delle nostre decisioni, per cui ci affascina più che spaventarci l’idea di metterci in proprio.

Per ora di me ho capito che posso adattarmi a tutte le realtà in cui vivo.  Mi piace, come in questi giorni, appagare i miei desideri di trucchi e belletti, coltivati per un anno intero ed ad un’eta ormai matura, ma so che e’ una condizione temporanea e che me li dovrò far durare.  Invece quando sono in condizioni di scarsità di mezzi e di finanze, faccio appello alla mia fantasia e creatività e lo stesso mi sento una regina.

Quando inizio ad avere troppi desideri materiali, cerco sempre di ricordarmi quello che mi ha insegnato Victor: che ciò’ che rende la vita più ricca, in qualsiasi situazione, non sono le cose materiali, bensì i rapporti umani.  Quindi quello che posso permettermi in un momento ben preciso, ha più valore ed e’ più duraturo se riesco a condividerlo.

Vi auguro una gioiosa domenica d’inverno.

Il riso come si prepara in Peru’

Lo sapevate che la cucina peruviana e’ una delle migliori del mondo ? se pero’ avete qualche dubbio, e’ del tutto legittimo, perché la cucina del Peru’ usa una varietà di ingredienti che e’ difficile incontrare fuori dai suoi confini, ed anche quando si trovano importati, non hanno lo stesso sapore (a parte il fatto che l’aji amarillo a 8 euro al chilo che trovavo a Roma, faceva passare la voglia di comprarlo).

Come dicono i miei amici peruviani, ora che in Peru’ e’ diventato di moda essere peruviano, anche i peruviani si sono resi conto dell’eccellenza ed unicità’ della propria cucina.  Se vi trovaste a Lima il fine settimana, vedreste come le persone usano mangiare fuori, perche’ c’e’ una molteplicita’ di offerte gastronomiche per tutti i gusti e portafogli e spesso i piatti migliori si trovano in posti mezzi nascosti e magari un poco movidos ma con un prezzo assai invitante.

Io oggi vorrei mostrarvi come si prepara il riso in Peru’.  E’ la prima cosa che ho dovuto imparare a fare quando io e Victor ci siamo messi insieme, perche’ il riso in Peru’ e’ alla base di qualsiasi piatto e pasto, che sia mattino, mezzogiorno o sera.  Il pane invece si mangia solo al mattino o alla sera.

Nelle foto vedrete che uso riso basmati perche’ e’ l’unico che trovi qui, che si adatti anche a questo tipo di cottura e preparazione.  Mi sembra che in Italia usassi la varieta’ Roma.

Una cosa importante: in Peru il riso viene aromatizzato con l’aglio, ma una volta cotto, il sapore non e’ forte come nel caso della pasta con pesto :) Io ne uso come 6-9 spicchi per una razione per 4-5 persone, ma voi potete usarne quanto preferite.

Ecco qui il procedimento con le foto, cosi se volete sperimentare, non vi potete sbagliare !

1) si riduce l’aglio ad una purea con l’aiuto di un pugno di sale (qui uso un mortaio di legno africano), ma si puo’ anche tagliare finissimo oppure fare con il mixer una purea di aglio, sale e un poco olio da conservare in frigo per i momenti in cui si va di fretta;
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2) a FIAMMA BASSA (per non fare bruciare l’aglio), si mette a soffriggere l’olio per 1 minuto in una pentola dal fondo spesso; intanto avrete prima preparato il recipiente con l’acqua di cui al punto 3, perche’ appena sentite odore di aglio, bisogna buttare l’acqua nella pentola;IMG_1236

3) si prende un recipiente che servira’ da misurino per acqua e riso, tipo un vasetto grande di yogurt; se si vuole preparare 1 vasetto di riso, bisogna mettere 1 dose e 1/2 di acqua e cosi proporzionalmente; quindi appena l’aglio comincia a sfrigolare nell’olio, si butta il primo vasetto e poi si aggiunge con calma l’altra meta’ o piu’, dipendendo dalla quantita’ di riso che volete cucinare;

4) si aggiunge il sale all’acqua

5) a FIAMMA ALTA, si lascia arrivare l’acqua al proprio punto di ebollizione;

6) quando l’acqua bolle o sta per bollire, si aggiunge il riso (vedi regola del punto 3);

7) si lascia cuocere il riso a FIAMMA ALTA e PENTOLA SCOPERTA finche’ non evapora tutta l’acqua (vedi foto qui sotto);

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8) a questo punto, si prende un foglio di alluminio e si mette sulla pentola; ora si ritorna alla modalita’ FIAMMA BASSA altrimenti il riso si brucera’;

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10) si mette il coperchio sul foglio d’argento e si comprime bene in modo che non esca vapore: il riso continuera’ a cuocersi ora solo con il vapore dell’acqua ancora presente fra i chicchi di riso;IMG_1240

11) si lascia cuocere il riso a fiamma bassa e coperto ermeticamente ancora per 5 minuti, poi si spegne la fiamma e si lascia raffreddare altri 5 minuti, in modo che quando togliete l’alluminio, non siate investite dal vapore e non vi scottiate;IMG_1241

12) ecco il riso servito ! si dispone ad un lato del piatto, perche’ serve come accompagnamento per il resto delle pietanze, ed in Peru’ si usa metterlo insieme al resto del cibo, non si separa in una ciotola come invece si usa in Giappone.IMG_1242

Se lo provate e vi piace, fatemi poi sapere !!!