Finalmente sono riuscita……..

IMG_1257– a impastare il famoso Irish Soda Bread (la ricetta da questo bel blog qui)

IMG_1263– a trovare al mercato locale un meraviglioso costume con le paillettes

IMG_1246– a fare dei dolcetti cinesi con quell’ananas fresco che avevo in casa (la ricetta da un altro blog con foto superbe qui)

IMG_1288– a camminare dentro un fiume africano; non ero mai entrata finora in un fiume qui in Africa (a differenza dell’Amazzonia dive invece ci facevo abitualmente il bagno), perché qui e’ molto più frequente incontrare coccodrilli ma questa volta l’ho fatto (magari un po’ per paura di stare in macchina) ed ho potuto fotografare Victor che guada il fiume con la fuoristrada;

Spero che stiate trascorrendo delle vacanze rigeneranti, se siete in vacanza.  Noi invece stiamo lavorando moltissimo ma non siamo stanchi perché stiamo facendo un mucchio di cose esaltanti.

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Il riso come si prepara in Peru’

Lo sapevate che la cucina peruviana e’ una delle migliori del mondo ? se pero’ avete qualche dubbio, e’ del tutto legittimo, perché la cucina del Peru’ usa una varietà di ingredienti che e’ difficile incontrare fuori dai suoi confini, ed anche quando si trovano importati, non hanno lo stesso sapore (a parte il fatto che l’aji amarillo a 8 euro al chilo che trovavo a Roma, faceva passare la voglia di comprarlo).

Come dicono i miei amici peruviani, ora che in Peru’ e’ diventato di moda essere peruviano, anche i peruviani si sono resi conto dell’eccellenza ed unicità’ della propria cucina.  Se vi trovaste a Lima il fine settimana, vedreste come le persone usano mangiare fuori, perche’ c’e’ una molteplicita’ di offerte gastronomiche per tutti i gusti e portafogli e spesso i piatti migliori si trovano in posti mezzi nascosti e magari un poco movidos ma con un prezzo assai invitante.

Io oggi vorrei mostrarvi come si prepara il riso in Peru’.  E’ la prima cosa che ho dovuto imparare a fare quando io e Victor ci siamo messi insieme, perche’ il riso in Peru’ e’ alla base di qualsiasi piatto e pasto, che sia mattino, mezzogiorno o sera.  Il pane invece si mangia solo al mattino o alla sera.

Nelle foto vedrete che uso riso basmati perche’ e’ l’unico che trovi qui, che si adatti anche a questo tipo di cottura e preparazione.  Mi sembra che in Italia usassi la varieta’ Roma.

Una cosa importante: in Peru il riso viene aromatizzato con l’aglio, ma una volta cotto, il sapore non e’ forte come nel caso della pasta con pesto :) Io ne uso come 6-9 spicchi per una razione per 4-5 persone, ma voi potete usarne quanto preferite.

Ecco qui il procedimento con le foto, cosi se volete sperimentare, non vi potete sbagliare !

1) si riduce l’aglio ad una purea con l’aiuto di un pugno di sale (qui uso un mortaio di legno africano), ma si puo’ anche tagliare finissimo oppure fare con il mixer una purea di aglio, sale e un poco olio da conservare in frigo per i momenti in cui si va di fretta;
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2) a FIAMMA BASSA (per non fare bruciare l’aglio), si mette a soffriggere l’olio per 1 minuto in una pentola dal fondo spesso; intanto avrete prima preparato il recipiente con l’acqua di cui al punto 3, perche’ appena sentite odore di aglio, bisogna buttare l’acqua nella pentola;IMG_1236

3) si prende un recipiente che servira’ da misurino per acqua e riso, tipo un vasetto grande di yogurt; se si vuole preparare 1 vasetto di riso, bisogna mettere 1 dose e 1/2 di acqua e cosi proporzionalmente; quindi appena l’aglio comincia a sfrigolare nell’olio, si butta il primo vasetto e poi si aggiunge con calma l’altra meta’ o piu’, dipendendo dalla quantita’ di riso che volete cucinare;

4) si aggiunge il sale all’acqua

5) a FIAMMA ALTA, si lascia arrivare l’acqua al proprio punto di ebollizione;

6) quando l’acqua bolle o sta per bollire, si aggiunge il riso (vedi regola del punto 3);

7) si lascia cuocere il riso a FIAMMA ALTA e PENTOLA SCOPERTA finche’ non evapora tutta l’acqua (vedi foto qui sotto);

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8) a questo punto, si prende un foglio di alluminio e si mette sulla pentola; ora si ritorna alla modalita’ FIAMMA BASSA altrimenti il riso si brucera’;

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10) si mette il coperchio sul foglio d’argento e si comprime bene in modo che non esca vapore: il riso continuera’ a cuocersi ora solo con il vapore dell’acqua ancora presente fra i chicchi di riso;IMG_1240

11) si lascia cuocere il riso a fiamma bassa e coperto ermeticamente ancora per 5 minuti, poi si spegne la fiamma e si lascia raffreddare altri 5 minuti, in modo che quando togliete l’alluminio, non siate investite dal vapore e non vi scottiate;IMG_1241

12) ecco il riso servito ! si dispone ad un lato del piatto, perche’ serve come accompagnamento per il resto delle pietanze, ed in Peru’ si usa metterlo insieme al resto del cibo, non si separa in una ciotola come invece si usa in Giappone.IMG_1242

Se lo provate e vi piace, fatemi poi sapere !!!

Kitchen Sink Cookies by SoNo Bakery

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Una delle attività che adoro da quando ho imparato ad apprezzare la gioia di stare in casa, è quella di cucinare, e soprattutto preparare biscotti e torte per la colazione.

Questa è una ricetta che sto rifacendo spesso da quando l’ho trovata nel libro della SoNo Bakery, di cui vi avevo già parlato qui.  Sapete che quando trovo un libro le cui ricette cominciano a piacermi, poi le faccio tutte.

Questi biscotti sono super energetici perché contengono burro, avena, cioccolato, cocco, noci.  Ma é energia da spendere per correre e saltare, giusto ? quindi vedrete che finiranno velocemente.

Ricordatevi sempre tutti gli ingredienti a temperatura ambiente, soprattutto il burro !!

Ingredienti:  2 e 1/2 cups di farina, 1/2 teaspoon lievito, 1 teaspoon sale, 1 e 1/2 cups burro non salato (sono arrivata a ridurre a 1 cup scarso, ma usando l’uvetta ammollata in acqua tiepida), 1 cup zucchero di canna, 1 cup zucchero bianco (sono arrivata a mettere 1 cup in totale di entrambi i tipi di zucchero), 1 uovo grande, 1 teaspoon stratto di vaniglia (sempe meglio se homemade), 1 cup cocco grattuggiato, 100 gr cioccolato tagliato a pezzetti, 1 cup noci pecans, 1 cup uvetta ( la lascio in ammollo per mezz’ora in acqua tiepida), 1 cup avena (non tritata, avena in foglioline, si dice hojuelas in spagnolo e old fashioned rrolled in inglese)

Preparazione: preriscaldare il forno a 200 gradi.   Prendere 2 recipienti: in uno mescolare faria, lievito, sale; nell’altro mettere burro e zucchero e con il mixer mescolarli finché il burro non diventa piú chiaro e spumoso, quindi aggiungere uovo e vaniglia.  A questo puno versare il contenuto della prima scodella nella seconda e mascolare con il mixer finché la farina é assorbita.  Aggiungere ora tutto il retso degli ingredienti: avena, cioccolato, noci, cocco, uvetta strizzata.  Fare delle palline con l’impasto, metterle in un ripiano del fondo coperto con carta da forno ed appiattirle con la mano.  Io faccio biscotti di 3 cm di diametro, che poi con il calore si dilateranno ancora.

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Vi immaginate una colazione così la mattina durante la settimana con i bambini da preparare per andare a scuola e noi da vestire e truccare ? non so per voi, ma per me un cappuccino ed un muffin tiepido la mattina durante la settimana, sono una coccola per chi sta in casa con me ed un modo di augurare una bella giornata, un attimo prima di buttarci dentro le attività che riempiono le nostre settimane.

Se volete sapere la ricetta dei muffins nella foto, continuate a leggere, sennò godetevi la luce che traspira dalla foto, quella di un mattino d’autunno africano. Continua a leggere

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“che Fernandino è come una figlia
mi porta a letto caffé e tapioca
e a ricordargli che è nato maschio
sarà l’istinto sarà la vita”   F. De Andre, Princesa

Sarà che sto pensando in questi giorni alle mie amiche Ester e Teresa insieme in Brasile, sarà che ho sempre più nostalgia dell’America Latina….. oggi ho preparato la colazione che amavo fare quando lavoravo in Brasile: caffè nero caldo e tapioca.

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Da quando lavoro sotto l’Equatore, il periodo Giugno-Settembre è il più febbrile, ed è per questo che sono stata tanto assente anche dai siti su cui commento sempre.  Il tempo mi scorre fra le dita ed il sonno a volte se ne va perchè le responsabilità sono tante, ma un grande traguardo di questa esperienza di lavoro in Africa, è la sicurezza che nelle mie capacità.  Dopo anni di insicurezza, mi godo questa nuova sensazione.

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