La vita ed i sogni

Quando ero piccola volevo andare via dalla mia città nell’hinterland milanese: non mi ci sono mai trovata bene, e dicevo alla mia mamma che volevo fare la contadina.  Quando ero adolescente dicevo che mi sarei sposata con uno straniero. Andare via e’ stato per molto tempo il mio karma.  Ma anche il karma si può cambiare.  Arriva un momento che senti il desiderio di radicarti e se segui con forza quel desiderio, le strade della tua vita ti portano a realizzarlo.

A raccontarla così sembra una storia di Paulo Coelho. Invece io so che sto realizzando questo desiderio e tanti altri, grazie alla mia pratica buddista.

Radicarsi non vuol dire per forza tornare.  Vuol dire scegliere il posto dove puoi disegnare e far costruire una casa senza fare un mutuo in banca.  Vuole anche dire  un posto dove puoi cercare un terreno da coltivare, perché un giorno, quando sarai stanca di lavorare, senza una pensione, tu possa vivere delle tue piante e dei tuoi animali.

La mia casa e’ dove stanno Victor e Ale e quindi in qualsiasi posto dove loro stiano, io mi sento a casa.  Ma senti il desiderio di non trasferirti più, di avere un posto dove lasciar un segno della tua vita.

Sento che tutto questo si sta concretando nella mia vita.  Pero vedo anche segnali di un  andare via che ricomincia.  Ma allora come si spiega tutto questo ?

E’ semplice.  Ho capito che quando la mia vita va in direzione contraria ai miei desideri, e’ perché ho qualcosa da imparare.  Così e’ stato per i 3 anni e mezzo passati in Africa: ogni anno e’ stato una lezione di vita importante.  Quindi se la vita ci porterà ancora in giro per il mondo, sarà per crescere ancora.

I poeti bisogna leggerli perche’ condensano secoli di vita ed esperienza umana,  in poche evocative parla.  Antonio Machado diceva: caminante no hay camino, se hace camino al andar.

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addio Africa ?

Siamo quasi arrivati alla fine di un percorso di tre anni in Africa.  L’Africa cammina e noi abbiamo camminato insieme ad alcune di quelle persone.

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Mi avete detto in molti che questo blog era cambiato dopo che avevo lasciato l’America Latina perché non traspariva più la gioia e spensieratezza degli anni in Peru.  All’inizio qui in Africa e’ stato molto molto difficile sia sul lavoro che sul piano personale eppure erano stati anni molto difficili anche quelli in Peru.  Forse  qui sono diventata più ‘seria’ perché non mi divertivo più sul lavoro e non avevo più i miei amici vicino, solo Victor che e’ nel frattempo diventato anche il mio migliore amico.

Nel Buddismo che pratico esiste un atteggiamento molto bello: qualunque cosa accada, cambio io !!  e non ho mai sentito tanto mio questo comportamento, come in questi ultimi 3 anni.

Quindi invece di intristirmi perché non trovavo un sacco di cose che mi piaceva cucinare, perché non assorbire la cucina locale ? Invece di sentirmi staccata dal mondo perché non potevo leggere tutto quello che desideravo, perché non farsi regalare da Victor un tablet per comprare e scaricare i libri da internet ? Invece di lamentarsi perché non avevo più lana ne’ cotone da lavorare, perché non iniziare a lavorare gomitoli fatti con borse di plastica da riciclare oppure con la lana degli indumenti infeltriti per i troppi lavaggi ? Invece di sentirsi giù perché ci sembra di non avere le capacita che pensavamo, perché non sfidarsi in imparare cose completamente nuove per far aumentare l’autostima  ? Invece di pensare che non si può più imparare nulla di nuovo vista l’assenza di stimoli culturali locali, perché non cercare in rete un mondo di corsi internet gratis, programmi open source con ambienti aperti di formazione e scambio ?  Invece di dedicarsi all’80% del tempo al lavoro ed il 20% alla famiglia, perché non cambiare gli equilibri definendo chiaramente il tempo del lavoro, il tempo della famiglia ed anche un tempo per se stesse, così anche se durante la settimana il tempo per la famiglia rimane quel 20%, che sia al 100% dedicato ?

Quando lasceremo questo continente, non saperi dirvi dove andremo.  Sono solo sicura che dovremo trovare un altro lavoro e ripartire di nuovo da zero.

Quando siamo arrivati qui 3 anni fa, lo stesso, siamo ripartiti da zero.  Non capivo perché era ci era capitata quest’occasione, ma avevo molta energia nel ricominciare una nuova vita in un paese nuovo perché avevo fiducia che se tutte le condizioni esterne mi portavano in un paese così lontano, sicuramente era per creare dei benefici nella mia vita.  Ho pensato più volte di andarmene, ma ho sempre sentito che sarebbe stato come ammettere una sconfitta prima che avessimo completato i lavori di cui ci eravamo assunti la responsabilità.  I regali che mi ha dato accettare questa sfida, sono molto preziosi:

– imparare a pensare con il cuore

– non chiudere il cuore alla speranza quando si vedono e sentono ingiustizie assurde e dolorose accettate in silenzio ed omertà perche’ sono i nostri gesti individuali di tutti i giorni che cambiano gli eventi anche se non vediamo chiaramente in che maniera; così la pena nel vedere per esempio un sacco di amici di Ale nutriti male, lasciati in strada senza protezione, non seguiti a scuola, si trasforma dal farmi pensare che e’ inutile fare qualcosa perché e’ così in tutto il continente, in offrire merende per tutti quelli che sono in cortile quando Ale vuole merenda: un bicchiere di latte non costa molto, ma da l’energia per pensare ed un giorno quel cervellino forse si ricorderà di una mamma che li trattava con rispetto ed attenzione, e reclamerà lo stesso per se stesso e per i propri figli.

Vi lascio stasera con l’augurio che le vostre speranze diventino come la gramigna, cioè si seminino e si realizzino dovunque ed in qualsiasi situazione voi siate.  E non importa se non capite come sia possibile, basta solo cominciare a crederlo.

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Ogni bambino ha una missione che solo lui può compiere.  Possiede inoltre un talento particolare, ed il modo migliore per nutrirlo, è mostrargli la nostra fiducia.  Alcuni bambini sono precoci, altri invece hanno bisogno di più tempo per sbocciare rigogliosi.  Ciò che conta è sostenerli con calore ed incoraggiarli costantemente con la convinzione che sicuramente un giorno il loro talento fiorirà.    Daisaku Ikeda, La Mappa della Felicità

Screen shot 2013-03-16 at 7.25.09 AMSono di nuovo in Mozambico.  Sto di nuovo lavorando molto ed il tempo per fare altro è poco, ma diversamente dal solito, sto seguendo molto le notizie internazionali.  Sono rimasta scossa dalle notizie della guerra in Siria.

La soluzione non sono gli aiuti umanitari, ma il lavoro di mediazione che possono svolgere i governi stranieri per far cessare le sofferenze della popolazione.  Lo vedo sempre nel mio lavoro con le autorità mozambicane: per provocare dei cambi su larga scala, bisogna iniziare dai decisori, trovare il loro appoggio.  Quindi cercare di risolvere degli effetti senza mirare alle cause, mi sembra sempre poco efficace.

Però il problema in Siria esiste, si parla dell’uso di armi chimiche, ci sono persone uguali a me, con i miei stessi sogni e desideri, che stanno morendo.

Non possiamo essere felici finchè intorno a noi c’è qualcuno che soffre e non si ha compassione di quella sofferenza.  Questo me l’ha insegnato il Buddismo.

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