Fratelli

IMG_1534_fotor

Mi raccontava qualche settimana fa una coppia di genitori peruviano-colombiani di aver deciso di dare una sorellina alla loro bimba perché i bambini che sono figli unici crescono tristi ed egoisti.

Ale cerca molto la compagnia di altri bambini e da quando ha compiuto 6 anni vedo che proprio e’ attento ed affettuoso anche con i bambini molto più piccoli di lui, per cui un fratello/sorella credo gli piacerebbe un sacco.  Ma non credo che essere figlio unico ora od in futuro, influirà sul suo modo di essere, se noi genitori continueremo ad essere aperti ad accogliere gli altri bambini come se fossero figli nostri, cioè con rispetto ed attenzione.

Nella casa dove abitiamo ora, abbiamo vicini che sono famiglie e tutti hanno solo un figlio, il che sembrerebbe strano se si pensa ai luoghi comuni sull’Africa.  Anche noi per ora pensiamo di non avere altri figli, perché quando si fa un lavoro come il nostro, per cui ogni anno o due o tre si deve trovare un altro lavoro e ricominciare da capo, spesso in un’altra parte del mondo, e’ più facile pensare di essere una famiglia piccola.

Se nel futuro potremo avere un altro bambino, sicuramente ne sarei felice, ma ora sono felice anche di questa situazione: noi genitori abbiamo aperto il nostro cuore  e trattiamo tutti i bambini che passano per casa con lo stesso rispetto ed attenzione con cui trattiamo Ale ed io osservo che poi Ale tratta i suoi amici e cugini come  se fossero suoi fratelli.  E cosa voglio dire con questo ? alla fine credo che un fratello e’ qualcuno che e’ presente ogni giorno e che importa ai nostri genitori, per cui se questi due elementi sussistono, i legami di sangue diventano molto relativi ed infatti spesso sentiamo che abbiamo un amico/a che sentiamo più come fratello/sorella dei nostri stessi fratelli o sorelle.

E voi cosa ne pensate ?

a casa da scuola

IMG_8585Ale ha finito le sue vacanze scolastiche lunedì perche’ la sua scuola ha organizzato il primo mese di vacanza ora, ed il secondo mese di vacanze a Dicembre.  Victor ed io, invece, non faremo vacanze: lavoreremo tutta l’estate (anche Ferragosto !!), ma sinceramente non ho/abbiamo voglia di far vacanza ora, ho/abbiamo troppe cose da portare avanti sul lavoro e come sapete, il lavoro fa parte della mia/nostra vita così come i sabati e le domeniche: non ci pesa e ci piace.

Ale invece credo abbia appena finito delle vacanze meravigliose: tutto il giorno a giocare con gli amici, qui in casa, dai vicini.  Poi la sera, troppo stanco, ad imparare con l’Ipad che vi racconterò presto come sto usando per lui.  Poi una bella storia (questo mese abbiamo letto il GGG di R. Dahl e siamo passati a La casa sull’albero della Pitzorno), e via a dormire le sue 10-11 ore.

Mi piace che qui stia imparando a giocare e a prendersi cura anche di bimbi molto piu piccoli di lui.  A volte abbiamo una ventina di bimbi nel cortile di casa, di tutte le eta.

Una volta un amico mi ha detto che sarebbe bello riempire gli occhi di un figlio di cose meravigliose.  Nel posto dove viviamo non vediamo molte cose meravigliose come potremmo chiamare una spiaggia della Sardegna, o uno scorcio delle 5 Terre, ma la meraviglia molte volte sta anche nel quotidiano, dentro quella lente di zoom che i bambini possiedono e che perdiamo diventando grandi.  Credo sia bellissimo fare delle vacanze a casa propria, con tutto il giorno davanti da spendere con gli amici facendo cose che amiamo fare.  Come giocare su un cumulo di sabbia che si sta usando per costruire una casa semplice pero’ frutto della fatica del lavoro di un padre.  Come disegnare e confezionare regali per le amiche che ci hanno appena invitato al loro compleanno, regali fatti con quello che si e’ trovato in giardino.  Come pranzare insieme seduti su una stuoia in cortile.  Come chiedere pop corn per merenda, e riceverne una pentola piena da dividere fra una dozzina di mani.

ps. questa foto non e’ recente, ma devo dire che non ho un buon rapporto con la macchina fotografica nel fotografare persone, a meno che non siano amici miei e poi non mi piace molto pubblicare visi di bambini, per cui lascio tutto alla vostra immaginazione

Finalmente sono riuscita……..

IMG_1257– a impastare il famoso Irish Soda Bread (la ricetta da questo bel blog qui)

IMG_1263– a trovare al mercato locale un meraviglioso costume con le paillettes

IMG_1246– a fare dei dolcetti cinesi con quell’ananas fresco che avevo in casa (la ricetta da un altro blog con foto superbe qui)

IMG_1288– a camminare dentro un fiume africano; non ero mai entrata finora in un fiume qui in Africa (a differenza dell’Amazzonia dive invece ci facevo abitualmente il bagno), perché qui e’ molto più frequente incontrare coccodrilli ma questa volta l’ho fatto (magari un po’ per paura di stare in macchina) ed ho potuto fotografare Victor che guada il fiume con la fuoristrada;

Spero che stiate trascorrendo delle vacanze rigeneranti, se siete in vacanza.  Noi invece stiamo lavorando moltissimo ma non siamo stanchi perché stiamo facendo un mucchio di cose esaltanti.

Il sonno

IMG_0975Credo che una delle cose che possano rilassare di piu’ un adulto, sia vedere un bambino dormire.  Detto cosi fa sorridere, vero ?

Una cosa che già saprete e che posso confermare vivendo in varie parti del mondo, e’ che i bambini difficilmente dormono soli.  Sia per ragioni di spazio, di famiglie separate, oppure di semplice volere dei bambini, di solito avere una camera da soli, non e’ una scelta comune.

Con Ale abbiamo dormito insieme quando poppava, poi ha avuto una camera sua per un certo tempo, ma continuava a svegliarsi nel mezzo della notte per venire nel lettone malgrado il buoi del cammino, e quindi, quest’anno, in Mozambico, anche avendo uno spazio per lui da solo, ho deciso di mettere il suo letto in camera nostra.  Molte notti si sveglia e lo stesso viene nel lettone, ma molte notti, se mi ricordo di mettergli una borsa dell’acqua calda se fa freddo oppure non ci sono troppe zanzare che ci svegliano se fa caldo, sto notando che dorme tranquillo nel suo letto.  Mi fa tenerezza quando mi chiede perche’ lui deve dormire da solo mentre io e Victor dormiamo insieme: non so cosa rispondergli.

Se siete preoccupati per la privacy della coppia, quella si trova sempre.  Prova e’ che proprio nei paesi in cui e’ costume che i bambini non dormano da soli, la famiglia media e’ anche molto numerosa.

E voi che esperienza avete con i vostri bambini o con quando eravate piccoli ?

Il riso come si prepara in Peru’

Lo sapevate che la cucina peruviana e’ una delle migliori del mondo ? se pero’ avete qualche dubbio, e’ del tutto legittimo, perché la cucina del Peru’ usa una varietà di ingredienti che e’ difficile incontrare fuori dai suoi confini, ed anche quando si trovano importati, non hanno lo stesso sapore (a parte il fatto che l’aji amarillo a 8 euro al chilo che trovavo a Roma, faceva passare la voglia di comprarlo).

Come dicono i miei amici peruviani, ora che in Peru’ e’ diventato di moda essere peruviano, anche i peruviani si sono resi conto dell’eccellenza ed unicità’ della propria cucina.  Se vi trovaste a Lima il fine settimana, vedreste come le persone usano mangiare fuori, perche’ c’e’ una molteplicita’ di offerte gastronomiche per tutti i gusti e portafogli e spesso i piatti migliori si trovano in posti mezzi nascosti e magari un poco movidos ma con un prezzo assai invitante.

Io oggi vorrei mostrarvi come si prepara il riso in Peru’.  E’ la prima cosa che ho dovuto imparare a fare quando io e Victor ci siamo messi insieme, perche’ il riso in Peru’ e’ alla base di qualsiasi piatto e pasto, che sia mattino, mezzogiorno o sera.  Il pane invece si mangia solo al mattino o alla sera.

Nelle foto vedrete che uso riso basmati perche’ e’ l’unico che trovi qui, che si adatti anche a questo tipo di cottura e preparazione.  Mi sembra che in Italia usassi la varieta’ Roma.

Una cosa importante: in Peru il riso viene aromatizzato con l’aglio, ma una volta cotto, il sapore non e’ forte come nel caso della pasta con pesto :) Io ne uso come 6-9 spicchi per una razione per 4-5 persone, ma voi potete usarne quanto preferite.

Ecco qui il procedimento con le foto, cosi se volete sperimentare, non vi potete sbagliare !

1) si riduce l’aglio ad una purea con l’aiuto di un pugno di sale (qui uso un mortaio di legno africano), ma si puo’ anche tagliare finissimo oppure fare con il mixer una purea di aglio, sale e un poco olio da conservare in frigo per i momenti in cui si va di fretta;
IMG_1233

2) a FIAMMA BASSA (per non fare bruciare l’aglio), si mette a soffriggere l’olio per 1 minuto in una pentola dal fondo spesso; intanto avrete prima preparato il recipiente con l’acqua di cui al punto 3, perche’ appena sentite odore di aglio, bisogna buttare l’acqua nella pentola;IMG_1236

3) si prende un recipiente che servira’ da misurino per acqua e riso, tipo un vasetto grande di yogurt; se si vuole preparare 1 vasetto di riso, bisogna mettere 1 dose e 1/2 di acqua e cosi proporzionalmente; quindi appena l’aglio comincia a sfrigolare nell’olio, si butta il primo vasetto e poi si aggiunge con calma l’altra meta’ o piu’, dipendendo dalla quantita’ di riso che volete cucinare;

4) si aggiunge il sale all’acqua

5) a FIAMMA ALTA, si lascia arrivare l’acqua al proprio punto di ebollizione;

6) quando l’acqua bolle o sta per bollire, si aggiunge il riso (vedi regola del punto 3);

7) si lascia cuocere il riso a FIAMMA ALTA e PENTOLA SCOPERTA finche’ non evapora tutta l’acqua (vedi foto qui sotto);

IMG_1238

8) a questo punto, si prende un foglio di alluminio e si mette sulla pentola; ora si ritorna alla modalita’ FIAMMA BASSA altrimenti il riso si brucera’;

IMG_1239

10) si mette il coperchio sul foglio d’argento e si comprime bene in modo che non esca vapore: il riso continuera’ a cuocersi ora solo con il vapore dell’acqua ancora presente fra i chicchi di riso;IMG_1240

11) si lascia cuocere il riso a fiamma bassa e coperto ermeticamente ancora per 5 minuti, poi si spegne la fiamma e si lascia raffreddare altri 5 minuti, in modo che quando togliete l’alluminio, non siate investite dal vapore e non vi scottiate;IMG_1241

12) ecco il riso servito ! si dispone ad un lato del piatto, perche’ serve come accompagnamento per il resto delle pietanze, ed in Peru’ si usa metterlo insieme al resto del cibo, non si separa in una ciotola come invece si usa in Giappone.IMG_1242

Se lo provate e vi piace, fatemi poi sapere !!!

Thanks beyond the Sky and the Earth

If I had lived all my life here at this temple by the river, I wonder what I would want if I had grown up without ads telling me my heart’s desires: to be thinner, richer, sexier, look better, smell better, be all that I can be, have a faster car, a brighter smile, lighter hair, whiter whites, hurry now, don’t miss out, take advantage of this special offer.  If instead I had spent twenty-four years absorbing the silent weight of the mountains, the constant pull of the river, the sound of hot white light burning into black rocks.

Questo brano e’ tratto da libro Beyond the Sky and the Earth di Jaime Zeppa.  Il titolo di questo libro prende spunto dalla forma di ringraziamento usata in Buthan ed appresa dall’autrice durante la sua esperienza di lavoro come insegnante di inglese nel contesto di un programma di cooperazione culturale promosso dal Canada.  Vi voglio parlare di questo libro letto gia’ qualche mese fa, per farmi aiutare dalle riflessioni di Jaime, a fare un parallelo con la mia esperienza in Peru’, che mi ha assorbito a tal punto da pensare di trasferirmi a vivere laggiu’ per il resto della vita.  
Unknown

La foto seguente mi ritrae nella mia casa quando lavoravo in una delle cittadine che sorgono nel mezzo della Foresta Amazzonica, in Peru’.  Per molti versi, l’esperienza mia e di Jamie Zeppa e’ analoga: entrambe all’inizio volevamo tornare indietro, poi scatta qualcosa che ti fa iniziare ad amare quel posto.  Per me, come per lei, il fattore decisivo e’ l’incontro con una connazionale che e’ gia’ ambientata nel nuovo contesto, per cui diventa tutto meno difficile, fa tutto meno paura.

HPIM0118

In seguito entrambe abbiamo conosciuto, Jamie in Bhutan, io in Peru’, l’amore della nostra vita.  Quello che mi colpiva delle persone che conoscevo nelle Comunita’ nella Selva, di Victor stesso, e’ di come fossero soddisfatti della vita che conducevano.  Come scrive Jamie nel libro, riferendosi agli abitanti del Bhutan:

They are content with what they have, because what they have is all they know

Their lifestyle is not matter of choice, but a function of the environment

Anche io come Jamie ho ad un certo punto sviluppato un senso di attaccamento per quel luogo della Selva in cui vivevo, ancora prima di conoscervi Victor.  Ma come ad un certo punto capisce Jamie, forse il nostro attaccamento dipendeva dal fatto che il nostro mondo continuava ad essere un altro: ci piaceva quello che vedevamo, come ci sentivamo, ma non saremmo riuscite a condividere quello stile di vita.  Anche il nostro stile di vita si era adattato a quell’ambiente, ma noi avevamo conosciuto un mondo molto diverso in cui ci pensavamo che per essere felici bisognasse possedere le cose, non solo averne accesso.

You can love this landscape because your life does not depend on it. It is a merely a scenic backdrop for the other life you will always be able to return to, a life in which you will not be a farmer scraping a living out of difficult terrain.

Poi, ad un certo punto, ho incontrato Victor ed il mio desiderio di non instaurare legami con un paese in cui mi trovavo bene, ma nel quale sentivo non avrei potuto passare la vita, e’ cambiato.  Ho cominciato ad ascoltare veramente le persone e quindi a capire una visione del mondo diversa.

Anni dopo, ho scelto di lasciare il lavoro a Roma e tornare tutti insieme, con Victor e l’Alejandro piccolino, proprio in Peru’.  Non avevamo un lavoro laggiu’ e quando anche io ne ho trovato uno, ho fatto l’esperienza di vivere 2 anni come una qualsiasi altra peruviana.

Quell’esperienza mi ha dato una diversa visione del mondo.  Mi ha fatto capire che l’amore ti fa diventare cittadino di qualsiasi paese, e non intendo solo l’amore per un’altra persona, ma per la nostra propria stessa vita: amare le scelte che facciamo, le persone che diventano amiche nel cammino, le difficolta’ che fanno emergere capacita’ prima ignorate.  Che avere accesso a qualcosa, e’ piu importante che possedere e che bisogna prendersi cura di tutto cio’ che e’ un bene collettivo.

Kitchen Sink Cookies by SoNo Bakery

IMG_1193

Una delle attività che adoro da quando ho imparato ad apprezzare la gioia di stare in casa, è quella di cucinare, e soprattutto preparare biscotti e torte per la colazione.

Questa è una ricetta che sto rifacendo spesso da quando l’ho trovata nel libro della SoNo Bakery, di cui vi avevo già parlato qui.  Sapete che quando trovo un libro le cui ricette cominciano a piacermi, poi le faccio tutte.

Questi biscotti sono super energetici perché contengono burro, avena, cioccolato, cocco, noci.  Ma é energia da spendere per correre e saltare, giusto ? quindi vedrete che finiranno velocemente.

Ricordatevi sempre tutti gli ingredienti a temperatura ambiente, soprattutto il burro !!

Ingredienti:  2 e 1/2 cups di farina, 1/2 teaspoon lievito, 1 teaspoon sale, 1 e 1/2 cups burro non salato (sono arrivata a ridurre a 1 cup scarso, ma usando l’uvetta ammollata in acqua tiepida), 1 cup zucchero di canna, 1 cup zucchero bianco (sono arrivata a mettere 1 cup in totale di entrambi i tipi di zucchero), 1 uovo grande, 1 teaspoon stratto di vaniglia (sempe meglio se homemade), 1 cup cocco grattuggiato, 100 gr cioccolato tagliato a pezzetti, 1 cup noci pecans, 1 cup uvetta ( la lascio in ammollo per mezz’ora in acqua tiepida), 1 cup avena (non tritata, avena in foglioline, si dice hojuelas in spagnolo e old fashioned rrolled in inglese)

Preparazione: preriscaldare il forno a 200 gradi.   Prendere 2 recipienti: in uno mescolare faria, lievito, sale; nell’altro mettere burro e zucchero e con il mixer mescolarli finché il burro non diventa piú chiaro e spumoso, quindi aggiungere uovo e vaniglia.  A questo puno versare il contenuto della prima scodella nella seconda e mascolare con il mixer finché la farina é assorbita.  Aggiungere ora tutto il retso degli ingredienti: avena, cioccolato, noci, cocco, uvetta strizzata.  Fare delle palline con l’impasto, metterle in un ripiano del fondo coperto con carta da forno ed appiattirle con la mano.  Io faccio biscotti di 3 cm di diametro, che poi con il calore si dilateranno ancora.

Me just now

IMG_1184IMG_1180Eccomi qui, ora, a 43 anni dichiarati, anche se in realtà ne ho un pò di meno, ma dopo i 30 dichiaro sempre più anni di quelli reali per sembrare più giovane !

Il vestito, rosso e rosa, un accostamento che mi mette allegria, è fabbricato in Sud Africa da una firma molto estrosa e mi è stato come al solito venduto da quella ragazza deliziosa che ha capito i miei gusti e che mi sceglie i vestiti da provare.   Non mi piace comprare vestiti ma faccio due eccezioni:

– i vestiti di questa firma sud-africana estrosa di cui ho appena parlato (OlkaPolka);

– i fondi di magazzino e le donazioni che arrivano da tutto il mondo qui in Mozambico, come quel vestito rosa da pin up che ho messo per Capodanno quest’anno in Perù, o quello nero ed aderente con la profonda scollatura sulla schiena, che non ho ancora trovato un’occasione per indossare.

Questo post si ispira liberamente a quello di Lorenza, anche lei molto a suo agio nei suoi post-30.

IMG_0957

Ho ascoltato ieri su TED questo video di Sir Ken Robinson (autore del libro best seller The Element di cui vi parlerò appena l’avrò letto).   Ho riflettuto quanto per me ogni giorno sia importante mettere creatività anche nei lavori in cui non mi viene richiesta, perchè sento che il mio lavoro senza un lazzo creativo, diventa un campo arido e spoglio ed il mio tempo scorre senza lasciare un’impronta.   Eppure nel mio piccolo, sento che essere creativi è considerato ancora un problema sul lavoro ed uscire dai percorsi educativi classici nell’educazione dei bambini, è considerato un atto di irresponsabilità.

Continua a leggere