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Guardando questa foto, penserete quello che pensavo io quando l’ho fatta: che bel posto !! Ma ora quando guardo questa foto, provo anche molta tristezza.

Questa casa fa parte di un Lodge di proprietà sud africana, come la maggior parte delle infrastrutture turstiche lungo le coste del Mozambico.  Come in molti altri centri turistici del mondo, il fine principale dell’attività è il guadagno per i gestori, quindi non ci si preoccupa dell’impatto ambientale che tali attività generano.   In questo caso parliamo di rifiuti.

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Immaginate questa spiaggia, le colline e la folta macchia che le pervade, le case di legno che sembrano sorgere in armonia con l’ambiente, e poi, sotto le fronde degli alberi, delle cave in cui i lavoratori del Lodge devono versare ogni rifiuto, che sia organico, plastica, vetro, ogni cosa che un turista può buttar via.

Seppellire sotto terra o bruciare sono cmq le due maniere più diffuse di smaltimento rifiuti che ho visto finora in Mozambico.  Io l’anno scorso avevo un maiale per smaltire l’organico e l’inorganico lo davo ad un omino che passava con una carretta trainata da una asinello se lo si pagava per portarsi via i rifiuti.  Quello che succede dopo lo immagino: una parte dei rifiuti vengono riciclati, il resto seppellito o bruciato a cielo aperto.  Non esiste una raccolta dei rifiuti organizzata.

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A volte, stanca di tanti sforzi che poi cadono nel nulla, mi viene da pensare di fregarmene: perchè ad esempio devo fare raccolta differenziata, preoccuparmi di dove vanno a finire i miei rifiuti, se intanto a nessuno sembra importare ? ma poi ho letto “L’uomo che piantava gli alberi”, ed il protagonista con la sua splendida generosità mi ha colpito.

Fare in piccolo pensando in grande.

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10 thoughts on “

  1. sembra paradise view, sopra xai xai…ma immagino che tutti questi posti si somiglino. a me aveva colpito molto che ci si può scorazzare con i quad, queste alla fine sono sorte di enclave sudafricane in territorio mozambicano. ciao, leggo volentieri il tuo blog ;)

    1. sai che non capisco chi sei ? si, è vicino a dove dici, e ci si può scorazzare in quad, che deve essere divertente, ma è un’attività che mi sembra poco adatta alla zona. Mi chiedo se a volte non stendano pure qualche scimmia, a parte aver già varie volte rischiato un frontale con dei piloti particolarmente spericolati

      1. credo che andare in quad sia proprio vietato sulle spiagge mozambicane…
        non penso ci conosciamo, leggo il tuo blog da qualche tempo ed ora vedo che sei in Moz, che è un paese che conosco e nel quale vengo di frequente per lavoro. ciao, buona giornata

  2. Anche qui, nelle zone rurali c’è il problema dei rifiuti.
    Dove abitavamo prima anche noi avevamo un asinello di fiducia :)
    Qui invece non c’è…e ci siamo dovuti organizzare per bene: l’organico va alle pecore, all’asina, al cane o al gatto e anche alle galline..
    Gli imballaggi sono stati notevolmente ridotti: faccio in casa più cose possibili, rivendiamo le bottiglie di plastica che vengono utilizzate per imbottigliare detersivi sfusi (e recuperiamo qualche soldino), cerco di acquistare prodotti in barattoli di vetro che poi riutilizzo per altre cose e quello che non riusciamo a smaltire lo portiamo alla discarica della città una volta a settimana…
    Vorrei provare a organizzarmi per fare il compost…
    Mi incuriosisce questo libro…magari vedo di procurarlo :)
    Un abbraccio

    1. un libro molto completo che sto leggendo per il compost è Let It Rot di Stu Campbell; io quest’anno non ho il maialino, e sto solo accumulando tutto l’organico in un angolo del giardino in attesa di trovare qualcuno che mi regali dello sterco (perchè finora me lo volevano vendere) per mescolarlo con l’organico e fare humus. In Perù c’è chi compra materiali per riciclarli, qui no… ma per esempio, tu che ne fai degli oli che possono avanzare in cottura ? se li butto giù dal rubinetto, non va bene, quindi cerco di non produrne, ma quando faccio cuocere il pollo nel forno, si produce un olio e cosa ci posso fare ?

      1. noi lo conserviamo in una bottiglia di plastica e poi lo utilizziamo per accendere il barbecue al posto di quelle pastiglie che aiutano il fuoco ad alimentarsi.
        E poi so che potrebbe anche essere utilizzato con buoni risultati per produrre il sapone…sia con la lisciva che con la soda caustica…
        Fare il sapone in casa è uno dei miei prossimi “obiettivi” ma non con la soda caustica (che mi sembra troppo pericolosa e che non saprei nemmeno dove trovare…) bensì con la lisciva…ma devo aspettare che mio marito finisca i lavori urgenti perchè poi mi costruisca un forno tradizionale :)

        1. anche io voglio un forno tradizionale (horno de barro) per fare pane, pizza e tu per cosa vuoi usarlo ? anche io volevo fare il sapone senza soda caustica me l’hai fatto ricordare; avevo trovato queste spiegazioni qui
          e qui
          Invece per l’olio, mi hai dato una grande idea !! grazie di cuore !!

          1. Il forno lo vorrei anche io per pane e pizza e per tutti i prodotti salati come per esempio i grissini e i crackers…così utilizzerei il forno elettrico solo per i dolci…non penso che nel forno tradizionale verrebbero bene…ma non è detto che non provi ;)
            Grazie per i links, li ho salvati per poterli leggere con calma.
            Un abbraccio.

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