Dopo 2 anni di Mozambico, siamo tornati in Italia ed ora siamo in Perù, a casa.  Mi dispiace essere stata così lontana da questo spazio senza preavviso, ma in realtà prima è stato per troppo lavoro, poi per vacanza ma soprattutto perchè tutti questi cambi di stile di vita, così ravvicinati, mi fanno aver bisogno solo di silenzio per riflettere.

Grazie per avermi scritto per chiedermi se stavamo bene, è stato davvero molto tenero.

Sono davvero contenta di essere di nuovo in America Latina, ma devo ammettere che c’è qualcosa dell’Africa che mi manca:

– i bambini che giocano per strada con qualsiasi cosa fino a sera quando tornano a casa perchè la notte è il tempo degli spiriti;

– i bambini che venivano a chiamare Alejandrito per giocare e Ale a piedi nudi a correre nelle strade polverose ed assolate;

– il lavoro in campo nelle comunità rurali: ne abbiamo fatto parecchio in 2 anni ed abbiamo stretto rapporti di rispetto reciproco; per riservatezza, non parlo quasi mai del mio lavoro che mi porta a vivere per molto tempo in posti così lontani e diversi fra loro, ma considero una ricchezza questa possibilità di conoscere il mondo e le persone che ci abitano lavorando in posti sempre diversi, perchè è solo con il tempo che si costruiscono le opere più solide, siano rapporti umani od azioni di valore;

– le riunioni nelle comunità rurali con le autorità, in cui venivano invitati anche i bambini perchè vedessero cosa decidevano gli adulti anche per loro;

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Quando sono stata in Italia ho sentito intorno a me molta preoccupazione per il futuro ed io stessa ero senza lavoro, ma non mi sentivo così preoccupata, credo perchè ho già provato a vivere stili di vita diversi dal mio, e non mi sono sentita infelice.

Soprattutto in Africa ho capito che sono le idee e lo spirito di iniziativa, che ci fanno creare il mondo che desideriamo intorno a noi.  Non mi importa se per altri 2 anni non viaggeremo neppure per una breve vacanza, perchè solo nel posto dove vivo ho tantissime cose da fare e per noi è un gran piacere anche solo prendere il bus pubblico che la domenica ti porta sull’Oceano ora che è estate, per passare tutto il pomeriggio guardando il mare ed i bambini giocare.

In Italia via posta e via Internet, ho visto un sacco di iniziative individuali o collettive, per raccogliere fondi per l’Africa, la maggior parte delle volte per i bambini.  Dopo aver vissuto in diversi continenti, posso solo dire che l’elemento più importante di tutti per il miglioramento di una società, mi sembra l’educazione condotta per esaltare i valori di pace, libertà, rispetto per sè stessi e per gli altri, la conoscenza, i diritti e doveri dei cittadini di un paese.  Mi sembra che i fondi non servano a molto se non innescano le cause per effetti più profondi e che sopratutto dovrebbero arrivare senza intermediari, direttamente nelle mani di chi li deve ricevere.

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Per ora chiudiamo la nostra esperienza in Africa con una curva: non vediamo dove sbocca questa strada, se torneremo, oppure se alla svolta c’è il sogno a cui stiamo lavorando da diversi anni.  Ma spero con tutto il cuore che la mia piccola famiglia, io, Victor e Ale, rimaniamo uniti, dove e come non mi importa poi molto.

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16 thoughts on “

    1. stavo giusto per lasciarti un messaggio sul tuo blog, perchè in Italia ho trovato pure una busta con il tuo manifesto: erra arrivato ma i miei genitori non mi avevano avvisato che la lettera era tua, perchè avrei capito subito. Grazie !! sto aspettando di trovare un buon posto dove stia sotto gli occhi di molte persone

  1. Cara Estrellazul, e’ un piacere leggerti di nuovo e soprattutto con parole che riferiscono di una realta’ di vita cosi’ concreta. In tempo di crisi, quella che tutti in modo diverso sperimentiamo. sono segno concreto doi speranza. Volevo anche dirti che ho ricevuto lo splenddo tessuto che ho vinto al tuo giveaway. Grazie! E’ stato molto bello riceverlo in un momento in cui non pensavo che mi potesse arrivare un regalo ma soprattutto perche’ e’ stato come avere un contatto concreto… A volte la realta’ virtuale del web puo’ sembrare quasi immaginaria. Il tuo splendido regalo ha dato concretezza al tutto. Grazie ancora!

    1. Grazie Rossella, sono contenta ed ora puoi dire di avere un pezzetto di Mozambico dentro casa, direttamente dai mercati africani rurali inondati di sole e di polvere. Il blog mi serve soprattuto per tener nota delle scoperte che faccio, delle vittorie nel capire il significato della mia vita nel contesto dell’epoca in cui viviamo, ed è per questo che non parlo molto delle mie difficoltà.

    1. sono contenta anche io di ricominciare, ho fatto molto digiuno tanto di scrittura quanto di lettura di blog, ma alla fine credo che quello che mi mancava di più erano i commenti e le risposte, tanto sul mio blog quanto sui blog che seguo, perchè è l’interazione personale quello che più mi interessa quando dedico tempo ad internet all’infuori del lavoro

    1. cercherò di raccontare un pò di più di quello che facciamo ma molte volte sono questioni di sicurezza e di etica professionale che mi impediscono di farlo, e cmq il nostro lavoro a volte è così complicato, che preferisco non ricordarmene :)

  2. Anch’io mi unisco nel dire che questo e` un post splendido. Ti avevo accennato che mia madre ha lavorato in Eritrea per un po’ più di due anni, ed ho avuto la possibilità di andare a trovarla e conoscere anch’io un po’ un mondo così diverso. Quel viaggio e quel breve contatto mi ha portato un grande cambiamento interno e come condivido le tue parole! “Dopo aver vissuto in diversi continenti, posso solo dire che l’elemento più importante di tutti per il miglioramento di una società, mi sembra l’educazione condotta per esaltare i valori di pace, libertà, rispetto per sè stessi e per gli altri, la conoscenza, i diritti e doveri dei cittadini di un paese. Mi sembra che i fondi non servano a molto se non innescano le cause per effetti più profondi e che sopratutto dovrebbero arrivare senza intermediari, direttamente nelle mani di chi li deve ricevere.” *hear, hear* dicono qui da me ;)

    L’esperienza che mi rattrista di più e` la beneficenza di soldi fatta per sollevarsi l’animo per poi continuare a vivere nella propria inconsapevolezza (molto spesso scelta) consumista e pensare che cosi` si ha fatto ‘il proprio piccolo’ (non solo in Italia eh!)

    Ne io ne` mia madre parliamo mai della nostra esperienza in Eritrea per vari motivi di sicurezza, ma e` un paese e delle persone che sono rimaste nel nostro cuore e sempre lo saranno.

    Un abbraccio
    L xxx

    1. Condivido quello che dici sulle donazioni. L’aiuto migliore è quello che possiamo dare noi direttamente, piuttosto che delegare altre organizzazioni o persone, questo è qualcosa di cui sono profondamente convinta. Ci sono tante cose del Mozambico che non mi piacevano e mi chiedevo perchè le persone non tentassero di cambiare quella realtà, ma poi sono tornata in Italia e mi sono accorta che io facevo lo stesso nel mio paese.

le tue riflessioni sono gradite

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