Sono successe tante cose dall’ultima volta che ho scritto, e mi piace pensare che anche se abbiamo qualche problema in più, tipo che da Settembre siamo senza lavoro, questo non mi pesa, un pò perchè siamo giovani e ci inventeremo qualcosa da fare, un pò perchè sia io che Victor ci siamo organizzati per poter passare dei periodi senza lavoro senza troppa preoccupazione e stiamo continuando a pianificare in questa direzione per passare pure una vecchiaia senza pensione, se arriveremo all’età in cui il corpo vuole prendersi il suo riposo perchè non sta più dietro al nostro spirito fiammeggiante di vita.

Quando Victor è stato male, mi ha fatto un regalo che desideravo tanto: me l’ha fatto giusto nei giorni in cui aveva i dolori più forti, ed invece di pensare solo alla sua sofferenza, ha pensato alla mia gioia.  E’ così che mi ha comprato un aggeggio che permette di leggere gli e-book senza stancare la vista, perchè basato sulla tecnologia dell’inchiostro elettronico.  Non voglio fare certo pubblicità all’aggeggio, perchè lo spirito di questo blog è stato finora la pubblicità gratuita per chi pubblicità non se la può pagare, ma invece voglio parlarvi delle possibilità che mi si sono aperte e di alcuni libri che mi stanno facendo riflettere in questi giorni in cui pianifichiamo i nostri prossimi passi in nuove direzioni.

Noi viviamo quasi sempre in posti dove non è facile farsi mandare pacchi nè pacchetti con tutte le belle cose che si possono trovare in giro per il mondo e poi non sempre le nostre economie sono comparabili con quello che vorremmo comprare, e se prima di venire in Africa vivevo questa cosa come privazione, ora invece la vivo come una fortuna perchè mi spinge a trovare una maniera per autoprodurre quello che mi serve secondo le possibilità che ho in quel momento.

Ma per i libri, come fare ? io sono sempre stata una lettrice affezionata, e pure rapida, e mi è costato caro privarmi delle librerie e delle biblioteche a passo di metrò e poi per esempio in Perù i libri costano carissimi rispetto ad uno stipendio normale.  Ma ora con la possibilità di leggere gli ebooks, con un supporto che a differenza del pc non stanca la vista, e con un prezzo molte volte sotto i 5 o 10 euro, anche per me si schiudono più possibilità in qualsiasi parte del mondo io mi trovi.  Basta un click…. e un piccolo saldo sulla carta di credito :))  poi certo non tutti i libri sono belli come ebooks, perchè per esempio nel mio aggeggio si vede solo in bianco e nero, ma per la narrativa, la saggistica, alcuni libri di ricette, è un ottimo supporto.

Li conoscete Helen e Scott Nearing ? il primo libro che è arrivato sul mio aggeggio è stato Loving and Leaving the Good Life.  Scusate se vi segnalo il titolo in inglese, ma mi sono posta come regola quella di leggere in lingua originale gli scrittori che scrivono in italiano, inglese, francese, spagnolo e portoghese, perchè con la lettura si affina l’uso delle lingue, per cui non ho cercato neppure la traduzione in italiano.  Scott Nearing è un personaggio veramente tosto, vissuto cent’anni fra fine del 1800 e del 1900, e Helen gli è stata degna compagna per 50 anni; negli Stati Uniti sono stati ostracizzati come comunisti, socialisti, sovversivi, e gente di liberi costumi (convivevano in un’epoca dove non era possibile vivere sotto lo stesso tetto senza essere sposati), ma poi sono arrivati gli anni ’60 e molti giovani hanno cominciato a visitare la loro casa per capire ed imitare il loro stle di vita.

Cosa mi affascina di quest’esperienza di vita ? il fatto che come risposta alla Grande Depressione del ’29, i due si sono ritirati in campagna iniziando una vita di basso consumo e di impatto minimo, producendo tutto quanto avevano bisogno, e lavorando quanto bastava per poter dedicare la maggior parte del tempo a produrre arte e cultura e diffondere idee attraverso libri e conferenze.  Hanno vissuto in prima persona un altro stile di vita: un sano esempio per me.  Che darà i suoi frutti sicuramente.

Prima di chiudere questo post, vorrei solo menzionare un altro libro, se non vi annoio troppo parlando solo di libri !! si tratta di Accabadora di Michela Murgia.  Avevo preso appunti dal blog di Silvia, mia ispiratrice culturale, e non sono rimasta delusa: in una sera mi ero già letta metà del libro !! veramente bello e ringrazio di conoscere l’italiano per potermi gustare appieno quella prosa così ricca di riminescenze culturali.

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16 thoughts on “

  1. Ciao, avevo giá letto da qualche parte il consiglio di leggere il libro dei Nearings, ora me lo hai ricordato. Me lo (ri)segno!!
    Per il resto, é sempre un piacere leggerti. Tanti tanti tanti auguri per tutto!!

  2. ciao! mi piacerebbe sapere come programmi una vecchiaia senza pensione, perchè anche io ci penso da molto ma non ho trovato ancora una soluzione…passi per qualche mese senza lavoro…ma la vecchiaia? grazie
    Deborah

    1. ciao, noi la dobbiamo programmare per forza una vecchiaia senza appoggio, perchè non avremo diritto ad una pensione; per ora programmiamo di passare la nostra vecchiaia in Perù dove non avere una pensione è la regola, non l’eccezione. Quindi da una parte programmiamo di lavorare finchè potremo, dall’altra di risolvere i problemi che avremo con ciò che avremo a disposizione in quel momento, e penso non solo alle cose materiali. Non è la pirma volta che ci troviamo in quest situazione di non avere lavoro, ma anche questa volta la risolveremo. Non voglio essere un esempio con le mie idee, infatti non voglio entrare in dettaglio, perchè poi ognuno deve scegliere la vita che desidera vivere.

  3. Che bello il tuo spirito! Sono contenta di averti ispirato la lettura di Accabadora, che è davvero un bel libro. E ti ringrazio a mia volta del consiglio, lo comprerò anch’io per il mio “aggeggio”!

    1. io avrei voluto comprare un libro che loro hanno scritto insieme, The Good Life, ma poi non esiste ancora l’edizione ebook, almeno sul sito italiano su cui sto muovendo i primi timidi passi.

  4. Che bel post. Leggendoti mi ricordi delle cose importanti. Sai, con o senza pensione spero che lavorerò fino al mio ultimo respiro, perchè io amo lavorare e fare il mio lavoro. Un abbraccio Lxxx

  5. Eh già, come ti capisco! Anche io sono un po’ in astinenza di lettura: qui alcune cose non arrivano e quelle che si trovano nelle librerie non sempre hanno un costo accessibile, ordinarle in internet diventa una spesa…proprio ieri abbiamo visitato la biblioteca della città, che ha aperto da poco..i testi sono in arabo e francese…qualcosa in inglese…ma non importa! E’ come se avessi preso una boccata di aria fresca!
    Ho segnato il titolo che suggerisci…non so se lo troverò…ma tentar non nuoce!
    Un abbraccio!

    1. La cosa che non mi piace troppo dell’ebook con questo aggeggio è che non si possono scambiare i libri, nel senso che ogni libro è vincolato all’apparato che registri come tuo. Ho scoperto che si possono registrare fino a 6 apparati diversi, per cui sto organizzando 5 amici con cui poter scambiarci libri. A volte le soluzioni stanno proprio nello scambio solidale.

  6. Anche da noi la situazione lavorativa è un po’ ingarbugliata, la “crisi” (della quale si sente parlare in continuazione) sta toccando un po’ tutti. Ma sono fiduciosa, e penso che come al solito si troverà un soluzione.
    Ho appuntato il libro dei Nearings e su Accabadora mi trovi completamente d’accordo. E’ uno dei libri più belli che ho letto negli ultimi anni. Come se non erro ho scritto in un post, ti riconcilia con la letteratura e con la vita.

    1. mi vado a cercare quel tuo post !! anche io sono fiduciosa, e devo dire che secondo me già tutto questo porterà a più gusto per la vita. Non ti so dire esattamente dove, ma leggendo Accabadora ad un certo punto ho pensato che l’avere molte cose, confonde come se fossimo avvolti da una nuvola di fumo.

  7. cara, io ho letto “the good life”, su carta, li trovo rivoluzionari, se così si può dire!!! sul kindle avevo qualche dubbio…ma finchè riesco a comprare su carta continuo, certo è che il prezzo dei libri scende e questo mi tenta…un abbraccio

    1. se prendi il kindle anche tu, ci scambiamo i libri !! molti costano quasi la metà del cartaceo….beh, certo, la mia è una scelta forzata visto dove lavoriamo, ma sono anche fortunata che in questo periodo posso comprare in euro. The Good Life mi ha ispirato, vorrei fare qualcosa del genere nella nostra fattoria in Perù e sto appunto tornando con l’idea di accingermi all’impresa.

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